IL METODO FRANKLIN E IL SUPERAMENTO DEI PROPRI LIMITI – parte terza

George Washington e gli uomini ‘fatti da sé’.

George Washington, primo presidente degli Stati Uniti, era ammirato per la qualità del carattere, la gentilezza dei modi e la correttezza. Ma quando aveva iniziato la sua attività, Washington non era affatto così, e crebbe tra ben pochi agi. Pare che gli capitò in mano un libricino contenente “110 regole per un comportamento civile e decoroso in compagnia e nelle conversazioni”. Egli copiò in un taccuino le regole e lo portò sempre con sé, rileggendolo costantemente e mettendolo in pratica nel corso della sua vita. Egli sviluppò le abitudini comportamentali e le maniere relative all’uomo che avrebbe voluto essere, e lo divenne, tanto da essere considerato “il primo nel cuore dei suoi compatrioti”. Mise in pratica le abitudini che desiderava fossero parte del suo carattere.

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IL METODO FRANKLIN E IL SUPERAMENTO DEI PROPRI LIMITI – parte seconda

Misurare i limiti delle persone: prevedibilità o profezia che si autorealizza?

Un’equipe guidata dal ricercatore americano Robert Rosenthal sottopose gli alunni di una classe ad un test di intelligenza. Poi selezionò in modo casuale un numero ristretto di bambini e comunicò agli insegnanti che si trattava dei più intelligenti, senza rispettare i veri risultati dei test. Dopo un anno Rosenthal tornò in quella classe e verificò che gli alunni scelti a caso avevano confermato le sue predizioni migliorando molto il loro rendimento scolastico fino a diventare i migliori della classe. L’effetto si verificò verosimilmente grazie all’influenza positiva degli insegnanti, che riuscirono a stimolare negli alunni selezionati passione e interesse per lo studio. Questa è l’applicazione in ambito scolastico del principio noto in sociologia come “la profezia che si autoavvera”, cioè una previsione che si realizza per il solo fatto di essere stata espressa. Anche in economia ci sono riscontri del principio: se c’è l’opinione diffusa che in un mercato finanziario ci sarà il crollo, gli investitori possono perdere fiducia e agire in modo da causare veramente tale crollo.

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IL METODO FRANKLIN E IL SUPERAMENTO DEI PROPRI LIMITI – parte prima

“Iniziare un nuovo cammino ci spaventa, ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermi”

Roberto Benigni

L’uomo come misura di tutti i limiti1.

L’uomo in tutti i tempi ha sempre cercato di progredire, singolarmente o all’interno di una comunità, migliorando se stesso e superando i propri limiti. Chi stabilisce quali sono questi limiti? Ci sono limiti fisici, contestuali, culturali, sociali, umani, ideali. L’uomo stesso conosce e costruisce i propri limiti. Attraverso l’attività di esplorazione egli costruisce una mappa del mondo che modifica con l’esperienza stessa. Per lui in un dato momento, come affermava il filosofo e matematico polacco Alfred Korzibsky “La mappa non è il territorio”. La sua rappresentazione del mondo non corrisponde al mondo. Il filosofo greco Protagora, in una sua celebre affermazione, notava che l’uomo è la misura di tutte le cose. Allora i limiti di tale mappa sono anche quelli introdotti dallo sguardo della persona e dalla direzione in cui guarda, e non solo quelli fisici del territorio.

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