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	<title>Il Viaggio di Scoperta &#187; abitudini</title>
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	<description>Il Blog di GIP Comunicazione</description>
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		<title>Sii te stesso, ma non esagerare&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jun 2019 10:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Iacoviello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini]]></category>
		<category><![CDATA[carattere]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal carattere immodificabile alle abitudini migliorabili.   «Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» &#8211; Mahatma Gandhi   La parte positiva della storia di rimanere se stessi: stile personale, valori, coerenza. La parte migliore della storia che ci raccontiamo dal titolo “l’importanza dell&#8217;essere se stessi” riguarda probabilmente il proposito di non imitare gli altri [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Dal carattere immodificabile alle abitudini migliorabili.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">«<em>Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo</em>» &#8211; Mahatma Gandhi</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><b><span style="color: #000000;">La parte positiva della <i>storia</i> di rimanere se stessi: stile personale, valori, coerenza.</span></b></p>
<p><span style="color: #000000;">La parte migliore della storia che ci raccontiamo dal titolo “l’importanza dell&#8217;essere se stessi” riguarda probabilmente il proposito di non imitare gli altri e cercare di sviluppare il nostro stile personale. O quello di non accettare di attuare comportamenti contrari ai propri valori per compiacere qualcuno, o quello di essere coerenti con le proprie idee. Tutti propositi lodevoli. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se questi concetti vengono applicati in maniera incondizionata e non ragionata, però, rischiano a volte di portarci a un pensiero rigido e poco adattivo. Se una situazione mutando richiede una rivalutazione di una propria posizione o idea, restarvi ancorati potrebbe a volte rispondere più ad un desiderio estetico di non farsi cogliere incoerenti piuttosto che a un agire efficace. Ad esempio, nel film <i>Invictus</i> di Clint Eastwood, il giornalista chiede al presidente Mandela: “ho sentito dire che lei un tempo sosteneva chiunque giocasse contro gli Springbok”. La risposta: “Sì, ma ovviamente adesso non è più così, sono al cento per cento con i nostri campioni. D’altronde se io non sono in grado di cambiare quando le circostanze lo impongono, come posso chiedere agli altri di cambiare?”. In proposito, Ralph Waldo Emerson disse: “una sciocca coerenza è lo spauracchio delle piccole menti”. Nel caso di Mandela lo sport ha agito da “collante” tra opposte fazioni, e ha contribuito a sedare i contrasti interni in Sudafrica.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <span id="more-433"></span></span></p>
<p><b><span style="color: #000000;">Attribuire un’azione al carattere può essere un alibi per non metterla in discussione.</span></b></p>
<p><span style="color: #000000;">Altre volte, la storia che raccontiamo agli altri e a noi stessi sull’importanza di non tradire noi stessi può nascondere un alibi per giustificare la mancanza di volontà di mettersi in discussione, o di provare a cambiare una nostra cattiva abitudine. Il che è comprensibile e umano, dato che è facile acquisire nuove abitudini, ma a volte arduo perderle o acquisirne di nuove. Non è nemmeno impossibile, dato che il genere umano dà continua prova di questa sua abilità, di cui la storia è piena. Non mettere mai in discussione o in dubbio il proprio agire (o una nostra opinione), può essere interpretato dagli altri come arroganza, come atteggiamento di chi pensa di sapere tutto o di essere sempre nel giusto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Diciamo o sentiamo dire frasi come: “Sono impulsivo, ce l’ho nel DNA”. Più che prova della genetica, queste frasi informano sulle nostre competenze emotive, che per il teorico e divulgatore del concetto di intelligenza emotiva Daniel Goleman possono essere sviluppate e migliorate. Magari troviamo giustificazioni a certi nostri comportamenti, facenti parte per noi del nostro carattere, mentre non li tolleriamo quando messi in atto dagli altri. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un dato carattere, in un certo momento della vita di una persona, può essere visto come un insieme di tante abitudini. Come ci ricorda lo psicoterapeuta Luca Mazzucchelli in <i>Fattore 1%,</i> il suo libro che parla di come le buone abitudini possano essere gradualmente acquisite, il loro studio fa parte della psicologia dai tempi di John Watson (1878-1958), che definì la personalità come prodotto finale di sistemi gerarchici di abitudini.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><!--more--> </span></p>
<p><b><span style="color: #000000;">Ragioni, obiettivi, mettere per iscritto, monitorare, correggere il tiro.</span></b></p>
<p><span style="color: #000000;">Spesso vorremmo cambiare gli altri, perché è più facile pensarlo, ma non possedendo dei “poteri magici” è difficile entrare nella testa di qualcuno e comandargli di agire diversamente. Possiamo solo modificare il nostro modo di agire e comunicare con gli altri, o di reagire alle loro comunicazioni e azioni. L’autrice e conferenziera americana Marilyn Ferguson disse: “Nessuno può convincere un altro a cambiare. Ciascuno di noi è custode di un cancello che può essere aperto solo dall’interno. Noi non possiamo aprire il cancello di un altro, né con la ragione né con il sentimento”. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Possiamo essere costretti a cambiare in risposta alle emergenze e agli sconvolgimenti dell’ambiente esterno, oppure potremmo includere il nostro progetto di cambiamento nel nostro naturale crescere e imparare quotidiano. Spesso le persone sono desiderose di migliorare il loro modo di porsi con gli altri, ma non sanno come cambiare le proprie abitudini. Si potrebbe cominciare a definire un iniziale piano operativo, lungi dal voler ridurre tutto a una cosa semplice, consapevoli che ci sono diversi fattori che possono intervenire nel frenare il processo di cambiamento. Di seguito ecco qualche passo possibile.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Primo. Trova le tue ragioni.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Provate a trovare uno o più motivi per cui potrebbe essere per voi utile e importante perdere un’abitudine comunicativa (o altro) o acquisirne una nuova (avere dei rapporti più rilassati con gli altri, litigare di meno, avere più amici o relazioni più durature, etc.). Ognuno ha la sua ragione personalissima. </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Secondo. Poniti un obiettivo.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ponetevi come obiettivo un’abitudine nuova da implementare in un dato periodo (esempio: lavorate tutta una settimana su un’abilità). </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Terzo: metti per iscritto il tuo obiettivo e dagli una scadenza. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Scrivere un obiettivo contribuisce a chiarirlo ed elaborarlo meglio, ad aumentare il senso di coinvolgimento, la motivazione interna e l’impegno percepito. Contribuisce inoltre a modificare l’immagine che abbiamo di noi e diminuisce la probabilità di dimenticarcelo. E’ utile inoltre dare una scadenza temporale di inizio per la mobilitazione delle risorse, e di fine per organizzare meglio nel tempo il suo raggiungimento.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Quarto: monitora i tuoi risultati e annotali ogni sera. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se monitori un processo puoi correggere il tiro lungo la strada, consolidare gli apprendimenti, fare tesoro degli errori.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Quinto: chiediti come puoi accelerare i tuoi progressi in base alle lezioni apprese.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ normale e umano che capiti di scoraggiarsi lungo la strada: potete spezzettare o ricalibrare l’obiettivo se irrealistico, o ri-calendarizzare le scadenze, o rivalutate le ragioni adeguate a voi. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tutti sanno che cambiare non è facile. Così come è difficile restare identici a come eravamo, ad esempio l’anno scorso, dopo tutte le cose che abbiamo imparato in questo anno di vita. Se ci pensiamo, comunque, <i>ogni volta che pensiamo non siamo più gli stessi</i>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanni Iacoviello</p>
<p>giovanni.iacoviello@gmail.com</p>
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