Le 13 Virtù di Franklin e il Superamento dei Propri Limiti | Parte II

Misurare i limiti delle persone: prevedibilità o profezia che si autorealizza?

Un’equipe guidata dal ricercatore americano Robert Rosenthal sottopose gli alunni di una classe ad un test di intelligenza. Poi selezionò in modo casuale un numero ristretto di bambini e comunicò agli insegnanti che si trattava dei più intelligenti, senza rispettare i veri risultati dei test. Dopo un anno Rosenthal tornò in quella classe e verificò che gli alunni scelti a caso avevano confermato le sue predizioni migliorando molto il loro rendimento scolastico fino a diventare i migliori della classe. L’effetto si verificò verosimilmente grazie all’influenza positiva degli insegnanti, che riuscirono a stimolare negli alunni selezionati passione e interesse per lo studio. Questa è l’applicazione in ambito scolastico del principio noto in sociologia come “la profezia che si autoavvera”, cioè una previsione che si realizza per il solo fatto di essere stata espressa. Anche in economia ci sono riscontri del principio: se c’è l’opinione diffusa che in un mercato finanziario ci sarà il crollo, gli investitori possono perdere fiducia e agire in modo da causare veramente tale crollo.

Pare che i test psicoattitudinali siano utilizzati generalmente nell’ambito della selezione del personale quali strumenti per prevedere il comportamento o le prestazioni delle persone, invece che essere considerati come una ‘misurazione’ di come un dato compito viene eseguito in un dato momento. Se gli insegnanti avessero visto i veri test dei ‘migliori della classe’, infatti, avrebbero previsto per alcuni di loro dei risultati scolastici nella media o inferiori. Il fattore più forte nel prevedere le prestazioni, che emerge da questo esperimento, è l’idea che un insegnante ha di un dato alunno.

 

I limiti e la potenza delle abitudini: consuetudini da un milione di dollari.

In Abitudini da un milione di dollari, l’autore motivazionale e speaker canadese Brian Tracy parla di come si può perseguire successo nella vita prendendo come spunto le abitudini dei personaggi famosi che sono diventati milionari. E’ facile pensare che sia molto più facile individuare queste abitudini che applicarle. Sospendendo per un attimo il giudizio se basti effettivamente impossessarsi di queste abitudini per diventare dei milionari, una persona dovrebbe avere in ogni caso una forza di volontà e uno spirito di sacrificio fuori dalla norma. Ad esempio è facile pensare per le persone di reddito medio che, oltre alla fortuna e alle raccomandazioni, per guadagnare di più bisogna lavorare più duramente e assumersi dei rischi, ma poi spesso molti di noi si rifiutano di lavorare al sabato o alla domenica o di fare gli straordinari, fare turni di lavoro scomodi, prendersi responsabilità o aprire un’attività, rischiare il proprio capitale.

Tra i personaggi citati nel libro che si sono costruiti la loro ricchezza dal niente, oltre che migliorato il proprio carattere e le proprie abilità sociali, ci sono i padri fondatori degli Stati Uniti George Washington e Benjamin Franklyn.

Tracy afferma che per apprendere una nuova abitudine sono necessarie sette mosse: prendere una decisione, non applicare eccezioni, comunicare in pubblico la decisione, visualizzare, usare un mantra, non mollare mai e premiarsi al raggiungimento dell’obiettivo. Egli nota inoltre che siamo noi ad avere il controllo del nostro comportamento (che ne siamo consapevoli o no) attraverso le nostre abitudini: “Il fatto è che le buone abitudini sono difficili da costruire, ma è facile conviverci. Le cattive abitudini, al contrario, si acquisiscono facilmente ma è difficile conviverci. In un caso o nell’altro, acquisiamo buone o cattive abitudini in seguito alle nostre scelte, decisioni e comportamenti”…

 

… tra una settimana circa la terza parte dell’articolo.

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