IL METODO FRANKLIN E IL SUPERAMENTO DEI PROPRI LIMITI – parte prima

“Iniziare un nuovo cammino ci spaventa, ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermi”

Roberto Benigni

L’uomo come misura di tutti i limiti1.

L’uomo in tutti i tempi ha sempre cercato di progredire, singolarmente o all’interno di una comunità, migliorando se stesso e superando i propri limiti. Chi stabilisce quali sono questi limiti? Ci sono limiti fisici, contestuali, culturali, sociali, umani, ideali. L’uomo stesso conosce e costruisce i propri limiti. Attraverso l’attività di esplorazione egli costruisce una mappa del mondo che modifica con l’esperienza stessa. Per lui in un dato momento, come affermava il filosofo e matematico polacco Alfred Korzibsky “La mappa non è il territorio”. La sua rappresentazione del mondo non corrisponde al mondo. Il filosofo greco Protagora, in una sua celebre affermazione, notava che l’uomo è la misura di tutte le cose. Allora i limiti di tale mappa sono anche quelli introdotti dallo sguardo della persona e dalla direzione in cui guarda, e non solo quelli fisici del territorio.

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